Una mamma anche per me

It remains to raise funds:
€0 raised of €50,000
Start at
10.10.2020
End at
10.10.2020
Where
Romania, Muntenia, Singureni
Duration of the project
0 days
Amount needed
€50,000.00
Beneficiaries
Children and teenager

About us

  • SummarySummary

    L’adozione interna al paese non riesce ad assorbire il grande numero di bambini abbandonati. I bambini abbandonati affetti anche da HIV sono inoltre quelli meno “richiesti”. Per loro la possibilità più concreta per crescere in una famiglia sono i programmi di assistenza maternale, come “Una Mamma anche per me” della Fondazione BIE.
    Le assistenti maternali sono figure riconosciute dal Governo Romeno. Secondo la legge, l’assistenza maternale rappresenta un’alternativa temporanea di tipo familiare alla tutela residenziale di un bambino privo temporaneamente o definitivamente della tutela dei propri genitori. L’assistenza maternale è preferita perché l’ambiente familiare è molto importante per lo sviluppo fisico, emozionale ed intellettuale del bambino. Tuttavia, non è facile trovare persone che vogliano diventare assistenti maternali professioniste e che siano anche adatte al delicato incarico. E’ importante sottolineare come non solo il contesto sociale sia quello in cui si genera il problema, ma è anche quello che genera le difficoltà di reperimento in loco (cioè in Romania) delle risorse economiche da fonti private, necessarie per consentire un intervento adeguato ai bisogni di questi bambini.
  • ChallengeChallenge

    10 nuove assistenti maternali formate e sostenute economicamente per ospitare altrettanti bambini proveniente dal Centro Pilota di Bambini in emergenza.
  • SolutionSolution

    Dal 2013 Bambini in Emergenza ha avviato il progetto ‘Una Mamma anche per me’ di inserimento familiare realizzato grazie alla partecipazione di donne speciali, che hanno avuto il coraggio di accettare una grande sfida emotiva, affettiva e sociale: quella di accogliere in affido un bambino abbandonato e in alcuni casi, anche malato (HI V+/AIDS).
    L’interazione tra i soggetti coinvolti, ivi compresi i famigliari dell’assistente maternale, viene quindi valutata con massima attenzione dalle assistenti sociali e dagli psicologi di Bambini in Emergenza. Se e quando il bambino viene giudicato ‘pronto’ a lasciare la vita di comunità del Centro Pilota, viene accomodato in famiglia e se l’inserimento ha esito positivo, inizia l’affido vero e proprio. Nei successivi dodici/ventiquattro mesi, con visite ed incontri, alternati a valutazioni psicologiche del minore, dell’assistente e degli altri famigliari, si controlla il buon andamento della convivenza.
    Per sostenere le assistenti maternali nel delicato e non sempre semplice percorso di integrazione del bambino in famiglia, Bambini in Emergenza mette a disposizione delle mamme la reperibilità telefonica, h-24, sette giorni su sette, delle proprie assistenti sociali.
    Inoltre, una volta al mese, viene offerta loro la possibilità di confrontarsi, tutte insieme, in presenza di un’equipe di esperti (assistente sociale, psicologa e psicoterapeuta), per condividere le esperienze e discutere delle problematiche, comuni e/o specifiche, emerse nel periodo di accomodamento, o durante la convivenza con i bambini loro affidati.




Project news

no news

Monthly report

no data

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