Laboratori di evasione in un carcere minorile: LIBERI DI RIDERE

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Italy, Campania, Napoli
01.10.2021 - 30.09.2022
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Beneficiaries
Children and teenager
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  • SummarySummary

    Napoli, in particolare l’Istituto Giudiziario Minorile situato sull’isola di Nisida. Analisi dei bisogni:il nuovo Codice di Procedura Penale per i Minorenni stabilisce che il minorenne ha il diritto/dovere di ricorrere ad un Giudice specializzato e di un processo orientato non solo all’accertamento del reato, ma anche, e soprattutto, alla persona quale individuo in formazione a cui va riconosciuto il diritto all’educazione, al sostegno, alla protezione. In quest’ottica si inserisce l’idea del progetto “ LIBERI DI RIDERE “ che interviene, attraverso la risata e le sue potenzialità terapeutiche, sulla riduzione dei fattori di stress e di disagio, tipici di una condizione di reclusione. Problema specifico rilevato: Nisida è un isola che fisicamente esiste, è un piccola isola della città di Napoli, Nisida, che come diceva Bennato “…Nisida è un’isola, e nessuno lo sa”. Questo anche perché Nisida è il luogo dove sorge l’Istituto Giudiziario Minorile, e come tutte le istituzione carcerarie, rappresenta pezzi di territorio che sono altro dal territorio stesso, una specie di buco nero sociale, rimosso dalla coscienza collettiva.
  • ChallengeChallenge

    Se è vera la filosofia che sta alla base della legge Gozzini per cui “La detenzione può avere un senso solo in presenza di un reinserimento sociale”, ciò ha un maggior valore quando l’argomento detenzione è coniugato con l’aggettivo minorile. I ragazzi e le ragazze di Nisida, sono innanzitutto ragazzi e ragazze, senza aggettivi che li qualificano, che più per caso che per scelta si trovano li; un caso figlio del disagio e dell’ esclusione, che è (s)colorato dai non colori delle periferie umane e dalle periferie urbane, che si nutre di illusioni irreali e non di visioni reali, in cui ogni giorno scorre per se stesso e non è proiettato sul futuro. In questa cornice il bisogno di dare elementi per trovare un equilibrio diverso da quello fin ora praticato, rappresenta una possibilità per quei ragazzi e quelle ragazze, la possibilità per trovare una traccia dentro di loro, che possa indicare un percorso, un itinerario che rimetta loro stessi al centro della loro vita in un contesto di collettività, affinché possano essi stessi collocare la propria identità nel mondo, orientare la propria esistenza e trovare la strada del proprio avvenire.
  • SolutionSolution

    Se è vera la filosofia che sta alla base della legge Gozzini per cui “La detenzione può avere un senso solo in presenza di un reinserimento sociale”, ciò ha un maggior valore quando l’argomento detenzione è coniugato con l’aggettivo minorile. I ragazzi e le ragazze di Nisida, sono innanzitutto ragazzi e ragazze, senza aggettivi che li qualificano, che più per caso che per scelta si trovano li; un caso figlio del disagio e dell’ esclusione, che è (s)colorato dai non colori delle periferie umane e dalle periferie urbane, che si nutre di illusioni irreali e non di visioni reali, in cui ogni giorno scorre per se stesso e non è proiettato sul futuro. In questa cornice il bisogno di dare elementi per trovare un equilibrio diverso da quello fin ora praticato, rappresenta una possibilità per quei ragazzi e quelle ragazze, la possibilità per trovare una traccia dentro di loro, che possa indicare un percorso, un itinerario che rimetta loro stessi al centro della loro vita in un contesto di collettività, affinché possano essi stessi collocare la propria identità nel mondo, orientare la propria esistenza e trovare la strada del proprio avvenire. Descrizione del progetto Dove il disagio sociale è molto forte, si cerca di trovare una strada “altra” per entrare in comunicazione e relazionarsi con il disagio. “LIBERI DI RIDERE”, è un tentativo di sperimentare una comunicazione empatica all’interno di un istituzione totale quale è IPM di Nisida. Un laboratorio di evasione che si basa su la Gelotologia, e fornisce una metodologia ed una tecnica per sdrammatizzare le situazioni stressanti, per far emergere stati emozionali positivi, abbassando le tensioni “dannose”. L’umorismo e la comicità rappresentano un’opportunità per ribaltare le situazioni problematiche, ansiogene o angosciose, e il gioco creativo mette alla prova il senso della realtà, la risveglia in nuove prospettive e opportunità. Si sperimenta la possibilità di esprimere diversi aspetti di sé, potenziali modalità di essere e altri ruoli. Si utilizzeranno: • Tecniche di clownerie: il clown figura particolare che crea una rottura dell’ordine stabilito, rottura che non è caos ma ripristino di un ordine differente. Il motore è senza dubbio il “fare finta di”, che fornisce l’opportunità di esternare la propria aggressività, metterla fuori e trasformarla in gioco, assolvendo così ad una funzione rieducativa. La negatività si esterna, si riconosce e si rielabora, diventa fonte di gioco e di sorriso. • Tecniche di Yoga della Risata. Lo Yoga della Risata è un metodo che combina esercizi di risate con la respirazione yoga; ciò porta più ossigeno nel corpo e al cervello, creando più energia e benessere fisico, mentale ed emozionale. Non ci si basa sull'umorismo. Le risate Vengono simulate ed eseguite come esercizio fisico, attraverso il contatto visivo e la giocosità la risata diventa spontanea. Questa tecnica permette di cambiare l’umore in pochi minuti. se l'umore è buono, tutto è migliora, e si riesce a dare il meglio anche in contesti pesanti. alimentando la fiducia in se stesso, la visione positiva della vita, la speranza e l'ottimismo. • Tecniche di improvvisazione teatrale per attivare meccanismi creativi. La creatività in questo contesto non è solo libero sfogo della fantasia, ma capacità di dare una struttura mentale libera da preconcetti e funzionale alla coerenza e alla comprensione del messaggio. “LIBERI DI RIDERE” si declina nelle seguenti azioni progettuali: • Promozione del progetto: realizzazione di una campagna informativa rivolta al territorio, che tenda alla pubblicizzazione e sensibilizzazione delle tematiche e delle attività del progetto. Realizzazione di un seminario di presentazione rivolto al territorio • Sviluppo di modalità d’intervento condivise ed efficaci: creazione di un gruppo di coordinamento per programmare e monitorare le azioni progettuali, in periodiche riunioni operative, per garantire una strategia d’intervento partecipata e coerente con gli obiettivi prefissati. • Formazione per i volontari coinvolti e per gli educatori del carcere, sul tema della clownterapia, per costruire un “fare comune” e creare un “Team buiding” competente, condizione necessaria quando si contaminano due approcci diversi, quello più consolidato del pubblico e quello più sperimentale dei volontari • Laboratorio di terapia del ridere, all’interno dell’IPM di Nisida durante il quale, sotto la supervisione di un tutor/esperto, i volontari e gli operatori del carcere sperimenteranno quanto appreso durante l’attività formativa in un laboratorio a cui parteciperanno i minori, ragazzi e ragazze, detenuti all’interno dell’Istituto. Un laboratorio a cadenza settimanale che si terrà all’interno dell’Istituto, e si svolgerà nelle ore pomeridiane, periodo della giornata libero dagli impegni scolastiche dei destinatari e maggiormente a rischio, per loro, di atteggiamenti depressivi • Monitoraggio sull’andamento del progetto: l’attività sarà condotta attraverso un’osservazione costante e la costruzione di una scheda di rilevazione valida quantitativa e qualitativa per le varie azioni del progetto, con alcune specificità, relative al target di riferimento, per permettere al gruppo di coordinamento l’attivazione di un percorso continuo di monitoraggio durante tutte le fase di realizzazione del progetto.Le dimensioni in cui la scheda sarà suddivisa riguarderanno l’articolazione e lo svolgimento degli incontri. In particolare, gli indicatori considerati per il monitoraggio saranno: corrispondenza dei tempi; partecipazione dei volontari; partecipazione dei destinatari; corrispondenza tra attività previste e attività effettuate Valutazione e presentazione dei risultati ottenuti: alla fine del progetto verrà presentato un report del lavoro svolto e dei risultati ottenuti, in un appuntamento pubblico, onde rendere visibile una pratica, un modo di intervenire innovativo nel contesto di istituzione forzata qual’è un carcere minorile. Stampa e diffusione di un report e realizzazione di una mostra fotografica racconto e testimonianza e divulgazione di un anno di attività.

Monthly report

no data

Project news

no news

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